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I
lavori della giovane Parmeggiani risplendono di una loro particolare finitezza
che si riverbera nei toni della fantasia.
È una fantasia a volte allucinata, spesso accompagnata da sottofondi
"pop music", quella che Alessandra ci propone in questa sua
rassegna.
Il fatto di trovarsi di fronte ad una pittura che pretende con forza di
provare il suo primato sul transeunte è dimostrato dalle emanazioni
della sua materia pittorica: i colori eredi della tradizione londinese
dei fine Sessanta, le forme riecheggianti la libertà di un Gorky,
o di un Arp; talune impostazioni, infine, che ci parlano dell'ammirazione
per il "Victory boogie-voogie" (Mondrian).
Certo, tanta riproposizione del passato, seppure di un passato che ha
costruito la modernità e fondato le basi per il contemporaneo nell'arte,
non è prova di per sè di talento artistico.
(Cioè non è detto che quella vena in cui scorre il sangue
della passione per la conoscenza non sia invece completamente inaridita
per ciò che riguarda il presente).
Tale rischio di accademismo non ha condizionato però la ricerca
della Parmeggiani la cui cultura visiva si è alimentata non nei
manifesti pubblicitari urbani, ma che non si è neppure fossilizzata
nei musei, ed a quei manifesti, a quella cultura insomma a quella "pulp
generation" è tornata sapendo di esserne parte, ma con la
coscienza di essere parte anche di qualcos'altro.
VICTOR ARELLANO REY
Vicenza, Gennaio 2000
"JAZZ" di Alessandra Parmeggiani,
una creazione acrilica su tela che dipinge le vivaci luci della citta`,
e` un'opera da ammirare."
CHEN VOON WAL
"New Straits Times"
14 gennaio 1994, Kuala Lumpur, Malesia.
Alessandra Parmeggiani opta per colori sfarzosi e linee sinuose nel suo
"JAZZ" acrilico su tela.
OOI KOK CHUEN
"New Straits Times",
18 gennaio 1994, Kuala Lumpur, Malesia.
Figure e situazioni
delineate da un segno pittorico nero, energico ed espressivo, che Alessandra
Parmeggiani utilizza per 'strutturare' immagini che determinano un forte
impatto emotivo nei riguardanti.
ENZO DI MARTINO
"Il Gazzettino", 2 dicembre 1995, Venezia.
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